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BUON NATALE MARIASTELLA!!!
Venerdì 19 Dicembre 2008 00:02

SULLA 133, LE PRIVATIZZAZIONI E LE MANI SUL NOSTRO FUTURO: ECCO

I PROPOSITI DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE PER L’ANNO NUOVO!!!

 

CATTIVI PROPOSITI:

  • NON PAGHEREMO PIù TASSE
  • NON CI FAREMO TAGLIARE SERVIZI E DIRITTO ALLO STUDIO
  • NON SAREMO L’ULTIMA GENERAZIONE DELL’UNIVERSITà PUBBLICA
  • NON ASSISTEREMO IMPASSIBILI ALLO SMANTELLAMENTO DELL’ISTRUZIONE PUBBLICA E PER TUTTI/E
  • NON PAGHEREMO LA CRISI CHE AVETE CREATO
  • NON SAREMO PRECARI/E E NON ACCETTEREMO L’ELEMOSINA DI STATO (TIPO SOCIAL CARD)

 

BUONI PROPOSITI:

 

  • VI FAREMO RITIRARE LA 133, CON TANTO DI TAGLI E FONDAZIONI PRIVATE, COSì COME MAESTRE/I E GENITORI VI HANNO FATTO RITIRARE IL MAESTRO UNICO E LA CANCELLAZIONE DEL TEMPO PIENO
  • BLOCCHEREMO LE FACOLTà E LA CITTà SE LICENZIERETE I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELL’ATENEO
  • PRETENDEREMO BORSE DI STUDIO, TRASPORTI, MENSE, ALLOGGI E ACCESSO ALLA CULTURA
  • VI IMPEDIREMO DI DECIDERE AL POSTO NOSTRO DEL NOSTRO FUTURO

 


 

TANTI AUGURI SILVIO, GIULIO, MARIA STELLA, RENATO!!!

 

NELLA SPERANZA CHE IL PROSSIMO ANNO

 

CI PORTI LE VOSTRE DIMISSIONI

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25 Aprile: Studentesse e studenti Antifascist* al corteo
Mercoledì 22 Aprile 2009 09:41

 
Mobilitazione in tutte le facoltà di Roma Tre
Venerdì 12 Febbraio 2010 15:03

Stamattina decine di studenti e studentesse hanno calato striscioni in tutte le facoltà di Roma tre contro la riforma Gelmini, il piano di tagli e l'ingresso di soggetti privati nell'ateneo.

La riforma Gelmini è l'attacco definitivo al sistema pubblico universitario e la creazione di fondazioni private vorrebbe essere la risposta ai tagli che colpiscono  gli studenti e le studentesse, i lavoratori e le lavoratrici degli atenei.
Vengono eliminati i residui di diritto allo studio e si apre la strada alla privatizzazione degli atenei italiani.

L'assemblea permanente di Roma Tre continua con questa azione la lotta aperta contro il progetto di aziendalizzazione della cultura. 

ASSEMBLEA PERMANENTE STUDENT* E LAVORAT* ROMA TRE CONTRO LA RIFORMA GELMINI

 
Razzismo di stato e fascisti per le facoltà....che fa l'università?
Sabato 09 Maggio 2009 12:27
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Non avevamo dubbio alcuno che l’agibilità ai nazi-fascisti e le derive xenofobe e reazionarie di governo e amministrazione comunale vadano di pari passo.

Non ci stupisce nemmeno che le istituzioni di Roma Tre, impegnate fino allo spasimo a ritenersi

al di sopra delle parti, ribadiscano nei fatti la propria equidistanza ed il proprio immobilismo rispetto a ciò che accade nelle facoltà da mesi.

Tenersi buona l’amministrazione comunale, che da un anno ha cambiato colore con marcate tonalità di nero, sembra essere l’unico interesse del Re-ttore Fabiani e del suo fido direttore amministrativo.

Dunque nessuna sorpresa se cento camerati sfilino per le facoltà e per i quartieri universitari senza che forze dell’ordine (impegnate a denunciare decine di studenti antifascisti per cortei non autorizzati) e la premurosa security di Roma Tre (impegnata ad impedire che si giochi a pallone nei parcheggi delle facoltà), muovano un dito.

 

Nei giorni in cui immigrati vengono rispediti indietro violando i diritti umani e una donna di 40 anni si impicca nel Cie di Ponte Galeria per non essere rimpatriata, un brivido corre lungo la schiena osservando il macroscopico filo nero che lega razzismo di stato, politiche securitarie e fiorire di gruppi che si ispirano apertamente al ventennio.

 

Filo nero che Roma Tre non sembra vedere. Troppo impegnata forse a chiudere aulette autogestite, per eliminare quei spazi di dissenso che hanno dichiarato e praticheranno la propria ostilità ad ogni progetto di privatizzazione e precarietà e al piano di tagli ai servizi e aumenti delle tasse che si preparano su Roma Tre.

 

 

Coordinamento Universitario Roma3ma.

 
Appello per il sit-in di controinaugurazione di martedì 16 febbraio
Venerdì 12 Febbraio 2010 15:14

 

 

Martedì 16 febbraio, presso la facoltà di Economia di Roma3, si terrà l'inaugurazione dell'anno accademico, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questa celebrazione a nostro avviso è totalmente fuori luogo: perchè l'università pubblica è a un passo dall'affossamento, perchè il nostro ateneo calpesta i diritti dei/lle lavorat* e degli/lle student* e perchè le nostre facoltà sono continuamente teatro di provocazioni e aggressioni da parte di fascisti di ogni risma.

In un contesto simile, ci domandiamo che senso abbia festeggiare l'inizio di un nuovo anno accademico che potrebbe rivelarsi l'anno decisivo per il passaggio verso la privatizzazione della nostra università, e invitiamo per questo gli studenti e le studentesse a partecipare al sit-in che si terrà lo stesso 16 febbraio a partire dalle ore 8.30 davanti la facoltà di Scienze Politiche di via Chiabrera.


-Privatizzazione e Fondazione Roma3-

L'Università italiana è sotto attacco da parte del governo che, per fronteggiare la crisi, ha deciso di risparmiare sull'istruzione pubblica. I tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario hanno costretto gli Atenei italiani a diminuire la qualità e la quantità dei servizi, che già in precedenza non sono mai state brillanti. Il governo ha offerto una scappatoia agli atenei: se non sono sufficienti i fondi pubblici stanziati, c'è la possibilità di costituire delle fondazioni private per intercettare i finanziamenti da banche e imprese.
Roma3, che in materia di privatizzazioni è sempre all'avanguardia, ha già pianificato il percorso da seguire. Il Consiglio di Amministrazione di Roma3, infatti, in totale sintonia con la linea aziendalista e privatizzatrice del governo, ha decretato che uno dei modi per limitare i danni dovuti ai tagli all'FFO sarà la costituzione di una Fondazione Roma3, capace di ricevere i finanziamenti da parte dei privati. Ovviamente questi finanziatori non sono enti di beneficenza, ma agiscono secondo la logica del profitto:io do qualcosa per ottenere qualcos'altro. Un esempio di tutto questo lo abbiamo visto con la questione della fondazione Roma3-Maruffi: i fratelli Maruffi hanno sì donato “gratuitamente” all'ateneo un casale del '600, ma in compenso hanno ottenuto un vitalizio di circa 120.000 euro all'anno.
Se a ciò si aggiungono le disposizioni della futura riforma Gelmini, che prevedono che la metà del consiglio d'Amministrazione degli atenei dovrà essere costituito da privati, il risultato è facilmente prevedibile: coloro che finanzieranno l'Ateneo saranno gli stessi che siederanno al tavolo del CdA.
Una privatizzazione mascherata del nostro ateneo pubblico.


-Diritti dei lavoratori e servizi agli studenti-

Nonostante gli ingenti tagli imposti dal governo, non possiamo dire che Roma3 stia conducendo una seria politica di risparmio. Recentemente l'ateneo ha mobilitato ingenti risorse finanziarie volte all'acquisizione di una serie di stabili dentro e fuori Roma. Inoltre, l'Ateneo ha avviato un processo di esternalizzazione dei servizi con esiti disastrosi tanto per gli studenti e le studentesse, quanto per i lavoratori e le lavoratrici.
Sinteticamente, prima dell'esternalizazzione l'ateneo pagava direttamente i lavoratori per offrire un certo servizio; dopo l'esternalizzazione l'ateneo paga una cooperativa affinchè eroghi quello stesso servizio; il problema è che l'ateneo non solo non paga una cifra significativamente inferiore, ma il servizio è stato notevolmente ridimensionato, qualitativamente e quantitativamente. Il peggioramento del servizio è dato sia dalla diminuzione del monte ore dei lavoratori, sia dal licenziamento o dal trasferimento degli stessi in altre strutture. Il risultato: meno diritti per lavoratori/trici e peggioramento del servizio offerto a studenti e studentesse.
Siamo convinti che sia necessario unire le lotte dei lavoratori/trici e degli studenti/esse, gli uni per tutelare il proprio diritto al lavoro, gli altri per difendere la qualità del servizio.


-Derive neofasciste-

Da sempre Roma3 è stata il laboratorio della destra radicale romana e i gruppi universitari di destra (come ad esempio azione universitaria) sono l'anello di congiunzione tra estrema destra e destra istituzionale. Tale contesto ha fornito la cornice ideale a un'organizzazione neo-fascista come Blocco Studentesco per un tentativo di radicamento nell'ambiente niversitario e territoriale e per ottenere a Roma Tre quell'agibilità politica che gli è stata negata nel resto degli atenei italiani grazieall'azione degli/lle student* democratic* e antifascist*.
Blocco Studentesco è un'organizzazione studentesca neofascista che fa capo a Casa Pound Italia, che si è resa nota in tutta Italia per episodi di violenza, razzismo e criminalità comune. La nostra università non è immune da questo fenomeno: dopo un anno passato ad aggredire ed intimidire gli/le studenti/esse dell'ateneo, questi soggetti ora tentano di ripulire la propria immagine mascherando la loro indole violenta e autoritaria dietro una veste democratica. Tutto questo al fine di presentarsi alle prossime elezioni studentesche e conquistare una carica istituzionale. Riconoscere a questi individui spazi di agibilità politica tali da permettergli di organizzarsi e agire politicamente in questa università e quindi in questo territorio costituisce un problema non solo per gli studenti ma anche per la Roma democratica e antifascista.


Ci appelliamo quindi agli studenti e alle studentesse, ai lavoratori e alle lavoratrici, alle associazioni, ai sindacati alle realtà autorganizzate e a tutte le forze democratiche e antifasciste affinchè partecipino a questo sit in per:
• difendere il carattere pubblico e la qualità dell'istruzione contro le logiche aziendaliste del governo nazionale e d'ateneo
• lottare per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici di Roma3, contro le esternalizzazioni e a tutela della continuità occupazionale
• difendere gli spazi di democrazia e di agibilità politica nell'università e nel territorio contro il dilagare delle organizzazioni neo, nazi e post fasciste
• chiedere che venga rispettato il divieto costituzionale di ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma

Assemblea Permanente Studenti/esse e Lavoratori/trici di Roma Tre contro la riforma Gelmini

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