| ROMA3 IN PIAZZA CON IL POPOLO PALESTINESE CORTEO NAZIONALE SABATO h15e30 @ P.ZZA VITTORIO |
| Venerdì 16 Gennaio 2009 10:31 |
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Sabato 17 ci sarà una grande manifestazione nazionale promossa dal forum palestina per chiedere l'immediata cessazione dell'aggressione israeliana su Gaza, la fine del massacro e la promozione di percorsi per la crezione definitiva di uno stato palestinese, il ritiro dai territori occupati e lo smantellamento del muro in Cis-Giordania. Nella facoltà di lettere, ieri pomeriggio si è tenuta una riunione fra alcune facoltà (architettura, sc.pol., ingegneria, giurisprudenza, sc.della formaz., smfn e ovviamente lettere) per discutere la partecipazione al corteo e i contenuti da portare eventualmente in piazza. TUTTE LE ASSEMBLEE DELLE VARIE FACOLTA' SONO PIENAMENTE CONCORDI CON LA PIATTAFORMA DEL CORTEO E PER QUESTI MOTIVI SABATO 17 AL CORTEO CI SARA' UNO SPEZZONE DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE DEL NOSTRO ATENEO!!! La situazione internazionale che si sta delineando impone la rinascita di un forte movimento contro la guerra di cui tra l'altro gli studenti (e anche noi di roma3 abbiamo storicamente fatto la nostra parte) hanno sempre giocato un ruolo fondamentale. In questo corteo non andremo con sentimenti anti-israeliani; penso sinceramente che in palestina ci siano due popoli con la stessa leggitimità ad avere uno stato, ma lo stato dei fatti purtroppo è diverso. Esiste uno stato -Israele-, creato dalle potenze occidentali e che nega di fatto (a parte le dichiarazioni d'intenti) l'esistenza di un'altro stato, quello palestinese. quello che sta avvenendo in Palestina è paragonabile a un vero e proprio genocidio pianificato. Gaza è un territorio totalmente chiuso, dove sono intrappolate più di un milione di persone. I numeri delle vittime civili non fanno ormai più notizia, ne ci si può stupire se così sta andando: bombardare Gaza a tappeto vuol dire bombardare una città intera popolosissima dalla quale i suoi abitanti nn possono scappare e in cui ormai manca di tutto. E'chiaro al mondo che l'obbietivo non è solo hamas: si intende distruggere una generazione di palestinesi, così da eliminare alla radice ogni traccia di resistenza possibile ai piani dei governi israeliani. Le nostre riflessioni critiche riguardano ovviamente anche hamas. Consideriamo questa organizzazione nemica del popolo palestinese, non tanto per la retorica (che vale quello che vale), ma per quello che fa da anni: si tratta di un'organizzazione che gestisce i traffici di armi del medioriente e che ha scatenato una guerra interna alla Palestina per appropriarsi del potere su un popolo in miseria. Non saremo mai dalla parte di un'organizzazione che spara in nome di dio, e che nella religione trova la motivazione della sua politica. Nonostante questo, il governo israeliano, gli USA, l'Europa e il partito palestinese di Abu Mazen (al fatah) ha la grossissima reasponsabilità di avere consegnato ad hamas margini di manovra enormi: gode di un ampio consenso all'interno di grosse fette della popolazione palestinese anche per il fatto che spesso e volentieri è hamas che fornisce dei servizi minimi a un popolo stremato che in troppi si sono dimenticati, e inoltre, in un periodo in cui le stesse formazioni politiche palestinesi non hanno saputo dare delle risposte al loro popolo, la retorica di hamas cruda ma efficace ha rappresentato l'unica via per molti giovani che in israele non possono fare altro che vedere un nemico. E sono state le politiche miopi e insicure delle varie potenze a dare una leggitimità tanto grande a questa organizzazione. Intendiamo smentire una premessa che troppe volte ci sentiamo ripetere in questi giorni: quella per cui Israele sta rispondendo ad un'aggressione per eliminare il pericolo dei razzi di hamas. Intanto le prime bombe su gaza (magari fossero state le prime) sono cadute il 4 novembre, ma ovviamente queste cose non si sanno mai! sui famosi razzi qassam: chiunque ne capisca di argomenti militari, sa benissimo che i razzi non rappresantano una minaccia sostanziale per israele, sono molto imprecisi e se davvero si volesse eliminare la minaccia basterebbe colpire le postazioni di lancio (israele possiede uno degli eserciti più avanzati tecnologicamente al mondo, e di fronte ha delle bande maleorganizzate e senza mezzi minimamente paragonabili). Inoltre, e con questo non intendiamo legittimare i lanci ma è bene precisarlo, gli obbiettivi di hamas sono sempre colonie: pezzi di terra palestinese strappata a dei poveracci e consegnata ad altri poveracci imbevuti di retorica religiosa secondo la quale strappare terra ai palestinesi è legittimo in nome di dio. Consideriamo poi vittima di quanto sta succedendo lo stesso popolo israeliano, nel nome del quale si stanno compiendo dei crimini orribili, che paga le conseguenze di 60 anni di politiche di guerra dei suoi governi e che timidamente sta rispondendo: varie manifestazioni per la fine dell'aggressione sono state represse duramente a Tel-aviv e Gerusalemme, e molti sono stati gli appelli simili da parte degli intellettuali e degli esponentidelle comunità ebraiche più in vista nel mondo intero. Non ci interessa il dibattito su chi abbia cominciato per primo il conflitto (avrebbe poi senso fare un discorso del genere di fronte a orrori simili???) ma siamo convinti che si possa considerare aggressione anche l'espropriazione di terre ai contadini, la costruzione di muri/lager su territori non di Israele, nonchè la gestione che Israele unilaterlamente fa di parecchie zone palestinesi: terre che la comunità internazionale riconosce alla Palestina ma sulla quale piovono bombe e i soldati israeliani sono autorizzati a sparare a qualsiasi persona si muova, tutto questo in nome della sicurezza dello stato israeliano....di civili in palestina ne muoino ogni giorno, e non da una settimana! Spendere parole sulla comunità internazionale e sugli USA sarebbe superfluo e inutile: basta ricordare le più di 700 risoluzioni dell'Onu totalmente inutili in sessant'anni, e le centinaia di risoluzioni del consiglio di sicurezza che gli USA hanno bloccato per garantire i loro interessi in M.O. attraverso uno stato che loro stessi hanno creato apposta. Il governo italiano poi è ridicolo, nessuna parola seria o decisa in nessun senso e siamo convinti che il nostro governo sia l'ultimo ad essere ascoltato dall'UE o da qualsiasi altra potenza occidentale (anche qui poco stupore...visti gli esponenti in questione
LE STUDENTESSE E GLI STUDENTI DI ROMA3 SARANNO IN PIAZZA VITTORIO SABATO 17 ALLE 15e30 STOP OCCUPATION FREE PALESTINE
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