Home Documenti Documenti APPELLO A TUTTI GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE DI ROMA3
APPELLO A TUTTI GLI STUDENTI E LE STUDENTESSE DI ROMA3
Sabato 31 Gennaio 2009 12:04

APPELLO DELLA FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA DI ROMA3

ALLA PROSECUZIONE DELLE LOTTE

 

 

1- IL MOVIMENTO CONTRO LA LEGGE 133 A ROMA TRE

 

Questo appello è rivolto a tutte le studentesse e a tutti gli studenti che hanno alimentato le lotte contro la legge 133 e il d.l. 180 in ogni facoltà di Roma3 ed è frutto della riflessione collettiva che da mesi è portata avanti, in diverse forme, nella nostra facoltà.

Dalla metà di ottobre nelle nostre facoltà si è sviluppato qualcosa che non avevamo né previsto né mai visto a Roma3: l’indignazione per i progetti del governo su scuola e università è montata spontanea e si è tramutata in un movimento largo, partecipato, ricco di contenuti e determinato. Ricordare le giornate del 22 ottobre (il corteo spontaneo che ha toccato tutte le facoltà) o del 28 ottobre (un’assemblea d’ateneo e un corteo di 3000 studenti e studentesse fino al parlamento) ci serve per capire la portata, non solo simbolica, di quello che è stato e di cosa ha prodotto.

 

La maggior parte delle studentesse e degli studenti che hanno costruito attivamente la mobilitazione, nelle loro facoltà e in tutto l’ateneo, non provenivano da lunghe esperienze di militanza politica eppure hanno saputo organizzarsi e gestire situazioni anche particolari e impegnative: la capacità di portare per mesi un percorso comune, di produrre dei documenti condivisi e di allargare le riflessioni che si sviluppavano nelle facoltà a tutto l’ateneo, la determinazione e l’inaspettata capacità di gestire le situazioni di piazza anche delicate, la voglia di parlare e condividere le nostre analisi e le nostre lotte con i cittadini del quartiere e con i lavoratori dell’ateneo, ha dimostrato una maturità politica personale e collettiva di decine di studentesse e studenti.

 

 

2- LA GESTIONE FABIANI E IL DIRITTO ALLO STUDIO

 

 

Nessuno lo prevedeva perché a Roma3 mai nulla di tutto ciò si era verificato, e non a caso:

studiamo in un ateneo giovane, che non ha mai vissuto delle esperienze di lotte sociali e politiche, disgregato su un territorio vastissimo che rende difficile un coordinamento e uno scambio quotidiano di esperienze fra le varie facoltà.

La gestione politica/amministrativa dell’università da parte del rettore (che ha da sempre applicato le migliori tesi rutelliane e veltroniane di equidistanza e soffocamento di qualsiasi spazio di opposizione) ha contribuito a rendere Roma3 un ateneo sonnolente, in cui per noi studenti e studentesse è sempre stato normale non avere mense, borse di studio, case dello studente, subire aumenti delle tasse, non potere mai partecipare realmente alla gestione della didattica delle nostre facoltà, non avere luoghi di socialità e vedere un rettore che diventa un monarca assoluto prolungandosi mandati e competenze.

 

 

3- IL RUOLO DI DOCENTI E PERSONALE TAB

 

Ma questa indifferenza generale negli anni scorsi non ha riguardato solo la popolazione studentesca: quasi mai abbiamo visto la classe docente mobilitarsi per qualcosa o cercare di sviluppare un’attenzione fra gli studenti su qualche tematica; le mobilitazioni dei ricercatori (biologia ha sempre rappresentato una mosca bianca) sono sempre state sporadiche; gli stessi lavoratori di Roma3 (sia quelli delle cooperative che i dipendenti dell’ateneo) non hanno mai costituito un fronte unico di lotta vertenziale contro l’università che tanto servirebbe, viste le politiche precarizzanti che anche la nostra università porta avanti (è di questi giorni la notizia di un licenziamento arbitrario subito da un lavoratore delle portinerie).

E’ proprio per questi motivi che il movimento studentesco che si è sviluppato ha avuto un’importanza fondamentale per Roma3, un’importanza che ci impone delle responsabilità:

avere costruito un fronte di opposizione alle politiche del governo e alle sue applicazioni nelle facoltà e avere stimolato le coscienze di migliaia di studenti e studentesse ci obbliga ad alcune riflessioni.

 

 

4- ATTACCARE GLI EFFETTI DELLA 133. APRIRE VERTENZE DI ATENEO

 

La battaglia contro l’approvazione delle leggi del governo su scuola e università è stata persa (ci troviamo davanti forse il governo più reazionario della storia d’Italia, un sindacato e incapace di creare un’opposizione reale così come qualsiasi altro partito), ma le conseguenze di questi provvedimenti saranno catastrofiche se non ci sarà nessuno ad opporsi.

 

4.1 tasse, riduzione dei servizi, diritto allo studio, vertenze comuni studenti* lavoratori/lavoratrici

 

Le tasse universitarie aumenteranno sicuramente dal 2010; le riduzioni del personale unite alla diminuzione dei fondi abbasseranno notevolmente la qualità dei già esigui servizi di diritto allo studio e non solo (biblioteche chiuderanno prima, borse di studio diminuiranno ulteriormente, case dello studente e mense non apriranno mai, meno fondi ai progetti di ricerca e assunzioni di ricercatori dimezzate).

 

Mantenere alta l’attenzione della popolazione studentesca, essere in grado di opporsi e vincere, su queste tematiche, delle vertenze con Roma3 rappresentano per noi dei doveri imprescindibili se vogliamo guardare a quello che abbiamo fatto mesi scorsi in un’ottica costruttiva e di partecipazione.

 

Essere in grado di costruire alleanze e dialoghi stabili con i lavoratori e le lavoratrici dell’ateneo sarà fondamentale, considerato che su di loro come su di noi si intendono fare pagare le conseguenze materiali di questa crisi economica.

 

4.2 spazi autogestiti

 

La prosecuzione delle nostre lotte passerà necessariamente per la difesa degli spazi conquistati durante le mobilitazioni: nelle facoltà di lettere, scienze della formazione/giurisprudenza, architettura, ingegneria, scienze politiche, economia e nel dipartimento di geologia esistono ora delle aule e degli spazi nuovi di agibilità politica e di vita sociale che Roma3 non ha mai conosciuto e che rappresentano adesso un patrimonio e un mezzo per la prosecuzione delle lotte e dei percorsi in ogni singola facoltà. Difendere questi spazi e riaprirne di nuovi significa scardinare uno dei presupposti su cui negli anni è stata costruita l’apatia e l’indifferenza politico/sociale in cui hanno vissuto fino alla mobilitazione di autunno migliaia di studenti e studentesse (non è un caso che prima preoccupazione di presidi e rettori sia in queste settimane quella di rimettere in discussione l’apertura di questi spazi).

 

 

 

 

 

4.3 student* e movimenti no war.

 

Ma la nostra attenzione non dovrà essere rivolta solo alle vertenze da aprire con l’università.

Le tragiche notizie di questi giorni su quanto sta succedendo in Medio Oriente, stanno facendo riemergere la necessità che in tutto il mondo riprenda fiato un vasto e determinato movimento contro le politiche di guerra dei paesi occidentali, movimento contro la guerra che negli anni passati ha visto gli studenti in prima linea (i cortei di Vicenza o in occasione della visita di Bush sono solo gli ultimi esempi) e che dal 2003 ha stimolato la nascita a Roma3 dei primi comitati e dei primi collettivi. Rimettere l’opposizione alla guerra al centro del dibattito universitario è quindi una necessità considerato che le missioni all’estero e le spese militari sono sempre in aumento perché in diminuzione sono i finanziamenti all’istruzione (tendenza che il centrosinistra ha addirittura accelerato). Sapere dire no alla guerra all’interno delle nostre facoltà significa anche rimettere in discussione il ruolo che purtroppo hanno da sempre i laboratori di ricerca universitari nello sviluppo di armamenti e tecniche militari che, anche quando sono “legalizzate”, assumono ormai il carattere di armi di sterminio di massa (come dimostrano i numeri di vittime civili a Gaza e in Iraq).

 

 

4.4 Roma 3 come laboratorio dell’estrema destra romana

 

 

La difesa dei nostri spazi, la possibilità di portare avanti i nostri percorsi e i nostri contenuti, la necessità di allargare il più possibile la partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse, passa necessariamente attraverso un’opposizione alle strategie della destra e dell’estrema destra romana e universitaria. In quasi tutte le facoltà da anni la destra è all’offensiva e questo non riguarda solo le competizioni elettorali: numerose e tristemente famose sono state le aggressioni fisiche e le intimidazioni che le formazioni di destra dell’università non hanno esitato a compiere, non sono poi scollegate le pressioni politiche che questa giunta comunale (di cui la destra universitaria è diretta emanazione) attua sull’amministrazione di Roma3 per limitare gli spazi di agibilità politica a tutti i soggetti studenteschi autorganizzati (il divieto di svolgere le feste nelle nostre facoltà nel maggio scorso è stata l’ennesima dimostrazione).

Negli anni poi il nostro ateneo ha dimostrato purtroppo di essere il laboratorio politico per le formazioni di destra che sperimentano a Roma3 strategie di intervento universitario: l’ingresso del Blocco Studentesco dentro Roma3 (curioso che tutti i militanti di questa organizzazione si siano iscritti nello stesso ateneo no?) ne è la dimostrazione; è necessario essere consapevoli che se a Roma3 non è riuscita l’operazione di strumentalizzazione del movimento studentesco tentata da questa organizzazione fascista (operazione politica che invece è tristemente riuscita in alcune scuole) è solo per la determinazione con cui gli studenti e le studentesse antifasciste hanno saputo rispondere, emarginando questi individui e costruendo invece una mobilitazione democratica, partecipata e per questo motivo antifascista. 

Continuare le lotte, aprire degli spazi di democrazia e partecipazione sempre più ampi, difendere il diritto allo studio e l’agibilità politica degli studenti e delle studentesse significa quindi mantenere una sincera identità antifascista, non per odio ma per dignità.

 

Sono queste le riflessioni che ci portano a proporre un dialogo costruttivo e continuato fra tutte le facoltà di Roma3 che per la prima volta hanno la possibilità di coordinarsi in maniera stabile, valorizzando così i singoli percorsi autonomi delle facoltà e creando fronti di intervento comuni e d’ateneo sia dentro che fuori dall’università. Creare un momento più o meno stabile di discussione e confronto fra gli studenti e le studentesse delle otto facoltà di Roma3, che sia in grado di dotarsi di metodologie decisionali condivise da tutti e tutte, con degli strumenti (sito internet) e delle pratiche comuni, ci appare quindi una necessità imprescindibile, visto quello che abbiamo costruito e le potenzialità che ci si aprono davanti nella costruzione di ulteriori spazi comuni di partecipazione e di lotta.

 

 

 

5- Collettivo Le FacinoRosse

 

Sull'onda del movimento contro le recenti riforme e i provvedimenti in materia d'istruzione portati avanti dall'attuale Governo, le STUDENTESSE di Roma Tre sono state spinte a una riflessione comune sull'attuale condizione della donna nella nostra società e sui rapporti di subordinazione che ancora esistono tra generi, a dispetto della tanto decantata parità sessuale dei nostri tempi.
La tematica della disuguaglianza tra i sessi è un problema di ordine culturale e politico per nulla scontato, ancora attualissimo e mai superato dalle passate lotte femministe. Una tale situazione viene però ancora sottovalutata dalla maggiorparte delle istituzioni politiche, a cui nessuno impedisce di varare leggi che colpiscono il mondo dell'istruzione, composto in grande percentuale da maestre, ricercatrici e lavoratrici precarie. Senza dimenticare gli effetti devastanti che questi decreti avranno sulle madri che, grazie a provvedimenti come la riduzione del tempo pieno, saranno costrette a rinunciare al proprio lavoro e alla propria indipendenza economica per tornare a rivestire il solo ruolo di cura della casa e della famiglia che, purtroppo, ancora oggi è appannaggio quasi esclusivamente della figura femminile.
La riflessione su queste problematiche, oltre all'impulso a intraprendere percorsi politici che migliorino la vita delle donne all'interno dell'Università - carente di quei servizi che si ritengono fondamentali per il diritto allo studio e a condizioni di lavoro dignitose per tutte, consultori e asili nido in primis - e alla ferma volontà di lottare per un sapere che non sia maschile-dominante, hanno portato alla nascita dell'ASSEMBLEA DELLE DONNE A ROMA TRE, un momento esclusivamente femminile e itinerante tra le varie facoltà, in cui LE FACINOROSSE avranno la possibilità di discutere e condividere tematiche che le riguardano in prima persona: dalla violenza maschile sulle donne (tutt'ora prima causa di morte e invalidità permanente per il genere femminile in Europa e nel mondo), alle ingerenze della chiesa e del Vaticano sui corpi delle donne e sull'autodeterminazione, alla rivalutazione del sapere femminile, da sempre marginalizzato a favore di una storia orientata al solo punto di vista maschile.
Alle varie assemblee, previste per tutti i giovedì alle 12, sono invitate tutte le studentesse e le donne di Roma Tre.

 

Invitando gli studenti e le studentesse a un’interfacoltà larga e partecipata, rinviamo l’approfondimento dei temi che abbiamo posto alla riflessione comune.

 

 

Il collettivo Letttere3ma

LAST_UPDATED2